Lasciateci dire che è un vanto per noi poter affermare che i nostri progetti 'lontani' diventano 'vicini' anche con visite periodiche in loco. Conosciamo personalmente i nostri partners presenti sul posto; alcuni di loro hanno potuto incontrare tutto il Comitato di COME NOI a Torino, e tutti hanno dimostrato grande gioia nel riceverci in Brasile, Eritrea, Mozambico, Senegal e nel farci vedere quanto stanno realizzando. Un rapporto che si costruisce e che diventa poco a poco personale, di fiducia, di amicizia, di vera collaborazione con scambio di opinioni e consigli. Desideriamo moltiplicare, se possibile, le nostre visite in loco per offrire a più persone l'esperienza unica di una conoscenza diretta. Una volta di più don Carlo Carlevaris si è recato in Eritrea e in Brasile; Maria Rowinski e Alessandro Bronzini sono stati in Mozambico; Walter e Clara Cavallini con Giorgio Rowinski sono nuovamente in partenza in ottobre per Boane ; Franco e Giuliana Urani sono da poco rientrati dal Brasile; Edo Rabajoli con Maria Cristina e Alberto Calarco sono stati in Senegal. Non viaggi turistici, ma faticose visite, con avventurosi spostamenti, per incontrare, conoscere, verificare, suggerire, sostenere. Qui di seguito potete leggere le loro relazioni.
In questo numero:
ERITREA:
Bimbilnà
Micro-imprese di Mendeferà
SENEGAL
BRASILE
Ouro Verde
Jampruca
Cachoeira de Pajeu
Riode Janeiro - Vila Canoas
MOZAMBICO
Invito


Un soggiorno di venti giorni mi ha consentito appena di verificare le condizioni
deplorevoli in cui si trova il paese, nonostante che la guerra sia finita. Una
guerra assurda e inutile che ha lasciato inalterata la situazione relativa alle
vere, ipotetiche e false cause addotte per iniziare i combattimenti. Oltre due
anni di guerra, prevalentemente di trincea, hanno provocato decine di migliaia
di caduti, oltre ad un numero imprecisato di feriti, mutilati, orfani, privi di
abitazione e di lavoro. Il governo cerca di tenere in piedi la situazione con
slogan politici, con reclutamento forzato di migliaia di militari, giovani e
ragazze, oltre a padri di famiglia che fanno mancare le braccia per lavorare la
terra. Il confine è presidiato dalle forze militari dell'ONU, che provvedono
anche a dare il minimo di sopravvivenza alle persone che hanno lasciato le loro
case per consentire una fascia smilitarizzata lungo chilometri di confine con
l'Etiopia. La popolazione eritrea sopravvive quindi con grandi difficoltà. Le
condizioni ambientali e igieniche della vita di trincea, durata oltre due anni
per tutti gli uomini e le donne in età di combattimento, hanno causato anche
molti casi di malattie e di mutilazioni.
Ho potuto costatare qualche miglioramento, rispetto allo scorso anno, nella ricostruzione dei tucul (capanne di legno e paglia) di una parte della popolazione che era fuggita e che aveva avuto le abitazioni bruciate. Anche Bimbilnà, affidata ai padri Cappuccini, si sta ricostruendo, così come Barentù, occupata per breve tempo dagli etiopi durante la guerra, residenza del Governatore della provincia e sede del nuovo Vescovo cattolico, Mons Thomas, di etnia Cunama come la popolazione più povera ed arretrata del Bassopiano. Mons. Thomas, frate Cappuccino, grande amico nostro, che sin dall'inizio ha lavorato con Come Noi, alla guida di macchine e trattori e a tessere buoni rapporti tra la sua gente, mi ha incaricato di ringraziare "Come Noi" per quanto ha fatto e continua a fare per la sua gente, spesso poco considerata dal Governo del Paese.
Ad accompagnare la Cooperativa di Bimbilnà nel bassopiano eritreo, lungo il fiume Gass, ci sono due padri Cappuccini: padre Enrico, che ha avviato l'iniziativa ed è l'anima, il braccio e la mente dell'agrumeto presso cui è sorta la Cooperativa "Asdadina", affiancato da P. Bahata, un giovane padre che ha fatto studi di agraria a che segue direttamente i lavoratori, da 30 a 120, secondo la stagione. La Coop. Asdadina è di 40 ettari disboscati e in larga parte già produttivi, mentre 20 ettari sono ancora da preparare. Attualmente sono impegnate 26 famiglie di cui 13 vi lavorano già da tre anni. I prodotti sono verdure, cipolle, pomodori, papaia. E' prevista la messa a dimora di piante d'alto fusto, almeno 20. L'irrigazione è possibile con i motori lungo il fiume, ma la dispersione dell'acqua consiglia di fare piccole trivellazioni, con 3-4 piccoli motori da collocare sul posto. Il costo di ciascuno si aggira sui 1000 Euro (due milioni di vecchie lire). Si pensa anche ad un container da lasciare sul posto come magazzino attrezzi. Le trivellazioni si possono far fare da specialisti sudanesi presenti nella regione. Si ritiene anche necessaria la recinzione di tutto il terreno lavorato a difesa da animali e ladri. Ho partecipato alla riunione dei rappresentanti delle famiglie, con i quali ho potuto verificare le difficoltà legate al passato: occupazione militare e guerra, ma anche i progressi notevoli e l'impegno serio di tutti in questi ultimi mesi.
Il sostegno alle popolazioni africane rischia di inaridirsi a causa del cattivo governo di quei paesi. Bisogna però ricordare che la popolazione, in larghissima parte, non ne è responsabile ma vittima. Continuare ad aiutare queste popolazioni a sopravvivere è anche consentire loro un futuro migliore nella speranza che il primo mondo invii meno armi in cambio di minerali e preziosi, ma esperti, cultura, tecnologia e te-stimonianze di servizio e buon governo.
L'iniziativa delle micro-imprese a Mendeferà, seguita da
Padre Mikael Pietros, ha fatto parecchia strada e dato notevoli risultati.
E' stata istituita un'Associazione (60 giovani) che si propone di gestire
delle attività lavorative e commerciali con 3-5 ragazzi/e ciascuna.
L'Associazione è accompagnata da una équipe di adulti (professionisti,
impiegati), che coordina e controlla attività e gestione, e da P. Mikael,
che ne è garante ed animatore. Attualmente sono in attività le seguenti
iniziative:
1) Negozio di alimentari (mini-market) con accluso magazzino, con 4 responsabili
2) Bar in un locale preso in affitto (muri e suppellettili) gestito da 3 ragazze/i.
3) Negozio di generi vari; gestito da due ragazzi e una ragazza (16-17 anni).
4) Laboratorio: produzione e scuola di artigianato locale con 16 telai e 12 ragazze; dopo un corso di formazione di un anno, ai giovani corsisti è data l'opportunità di mettersi in proprio con l'assegnazione di un telaio e di una piccola somma.
5) Negozio di generi alimentari; gestito da una donna (Regina) che si è fatta carico di 7 bambini orfani (9-12 anni), che servono al banco quando non sono a scuola.
6) Negozio di spezie con adiacente mini-alloggio, gestito dalla stessa Regina.
![]() Laboratorio (4) |
Negozio di generi alimentari (5) |
La pettinatrice che era stata la prima beneficiaria dell'iniziativa micro-imprese ha ceduto la gestione ad altre due ragazze e con due giovani ha preso in gestione il bar di cui sopra. E' in fase di realizzazione un negozio di ferramenta condotto da due ragazzi. La maggior parte dei giovani gestori frequenta le scuole superiori o corsi di formazione professionale e lavora a turni (mattino/pomeriggio). I proventi delle vendite servono a stipendiare i gestori e a finanziare l'Associazione, che tende ad affidare ai giovani i tipi di attività che questi potranno eventualmente avviare in proprio al termine degli studi superiori. Siamo particolarmente lieti del buon andamento di questo progetto, che entra pienamente nello spirito di "Come Noi", che vuole dare sviluppo mediante lavoro. Questo progetto era particolarmente caro al nostro amico Piero Casassa, membro del comitato promotore. Giovanna, sua sposa, ha contribuito a questa iniziativa anche con un fondo messo a disposizione da colleghi, collaboratori ed amici di Piero in sua memoria. P. Mikael si propone di favorire altri giovani, tra cui suoi studenti, con l'avviamento di altri laboratori che sono allo studio.
Carlo Carlevaris
E' stato avviato il primo dei progetti previsti in Senegal, nella zona dove operiamo da tempo assieme ad Halifax Diakaté, il nostro referente locale, e cioè a sud di Dakar, dipartimento di Mbour, comune di Sindia. Destinatari del progetto, questa volta, sono gli abitanti del villaggio Thiafoura,. Si tratta di mettere a coltura un terreno di circa 2 ettari, messo a disposizione dal Comune, per coltivare ortaggi durante la stagione secca (da ottobre a giugno), e di realizzare i pozzi, i bacini e le canalizzazioni necessari per l'irrigazione. Il progetto completo prevede che il terreno sia diviso in 20 parcelle di 1000 mq, ciascuna affidata ad una famiglia, che potrà utilizzare direttamente i prodotti e procurarsi un piccolo reddito con la vendita (facile in un periodo stagionale di scarsità), contribuendo ad un fondo comune. La realizzazione del progetto (e il cofinanziamento di Come Noi) avverrà per gradi, in modo da poter seguire con più cura l'avviamento del progetto stesso, e per far sì che il reddito realizzato con la prima fase possa contribuire al finanziamento del completamento. Durante la prima fase, assieme alla recinzione, per la difesa dagli animali, ed alla preparazione del terreno, sarà organizzata anche la necessaria formazione dei coltivatori, che attualmente coltivano sommariamente miglio e arachidi.
La situazione economica e politica brasiliana vive un periodo di attesa per le prossime elezioni il cui esito sarà conosciuto quando leggerete queste righe. Poche notizie, quindi, e provvisorie. Ad ottobre sarà eletto il Presidente, scelto tra quattro candidati. Saranno eletti anche i governatori degli Stati ed i senatori e i deputati del Congresso. Le prossime elezioni rendono il clima incerto, in vista di un eventuale cambiamento di tutta la politica del Paese qualora vincessero i candidati della sinistra. In realtà, questo clima si respira in città, ma scarsamente nelle campagne. La situazione non è comunque da considerarsi critica come quella argentina. Il governo attuale non ha corrisposto alle speranze di una parte degli elettori e ha lasciato senza soluzione i problemi basilari del Paese, come l'enorme sperequazione delle ricchezze, il predominio dei ricchi proprietari terrieri e quindi la terribile condizione di povertà, in particolare nelle città. Notevole sviluppo si è invece avuto nel campo dell'istruzione.
E' la prima realizzazione che abbiamo portato avanti nel Minas Gerais con don Sergio, il prete-contadino di Alba, trapiantato giovane chierico e poi parroco in quella regione. A Ouro Verde l'ACOP, con le sue realizzazioni consolidate nel tempo, raggruppa una quarantina di famiglie che coltivano il "Sitio Paraguai", circa 150 ettari di terreno piantato a caffè, manioca, riso, verdure, papaia ed altro. Sei famiglie hanno anche la casa sul terreno. All'assemblea dell'ACOP sono presenti quasi tutti i capi-famiglia, che ascoltano una pagina del Vangelo, secondo la tradizione introdotta dalla "teologia della liberazione", poi la breve relazione del Presidente cui segue la discussione sui problemi della strada comunale da sistemare, la scuola dei residenti sul Sitio, che è in paese a oltre 5 Km, e la scarsa presenza dei giovani che non seguono i genitori nell'agricoltura, ma cercano altri mestieri. La visita al Sitio è sempre un bagno di verde, di sole e soprattutto di soddisfazione tra tanta "grazia di Dio" prodotta, e nella serenità dei contadini che nell'ACOP hanno trovato lavoro, pane e dignità. Due suore affiancano con l'opera educativa i figli dei soci e vicini alla "Casa Come Noi", sede della direttoria, della tenda da fariña, delle macchine e del trattore. Quest'anno sono sostenute da un nuovo parroco che è un giovane prete, albere anche lui, don Massimo Bonino, che è andato recentemente in Brasile come missionario. Massimo succede così a Sergio che era stato parroco molti anni prima di essere trasferito a Cachoeira de Pajeu. Le suore ci presentano con padre Massimo un progetto educativo che vuole far crescere e impegnare dei giovani a servizio della comunità e della ACOP in futuro. "Come Noi" finanzierà almeno in parte quest'appendice dell'antico progetto di Sergio.
A Jampruca, comune non lontano da Ouro Verde, c'è un nostro progetto gestito
con l'Ufficio Missionario di Alba. Lo scorso anno avevo trovato una situazione
di crisi della 'direttoria' che intanto si è rinnovata e che ora presenta una
buona affidabilità di gestione.
>L'Orto Comunitario ospita quotidianamente in due turni 70-80
ragazzi/e che pranzano, giocano e lavorano tra le verdure ben irrigate e
curate da loro, ai fini di una qualificazione professionale.
Anche il grande terreno lungo il fiume che Come Noi ha acquistato per il Progetto "Popolo unito" è molto ben lavorato e ha dato buoni frutti per il mantenimento dei ragazzi che ne curano una parte. Don Massimo seguirà a distanza anche questo progetto fondato da don Gino Novo, recentemente scomparso, della stessa sua diocesi. La foto mostra i ragazzi sul terreno dell'Orto Comunitario.
A Cachoeira sono arrivato il 2 agosto con don Sergio, che mi aveva
accompagnato nella visita ai due progetti precedenti. Grande sorpresa per me, ma
anche per lui.
I parrocchiani avevano organizzato una solenne celebrazione
del 25° di sacerdozio del loro parroco che, essendo stato in Italia nelle
settimane precedenti, nulla sapeva dei preparativi. Alla presenza di gran
parte della popolazione che assiepava la chiesa, una decina di sacerdoti e
il vescovo della diocesi hanno accompagnato all'altare Sergio tra canti ed
applausi.
La Cooperativa AGRICAP, che è formata da una trentina di soci, lavora una bellissima valle tra i boschi e la piana. La visita al "Sitio" mi fa rilevare un notevole lavoro di riparazione della diga che contiene l'invaso per l'irrigazione. Sono state necessarie parecchie giornate di lavoro di un'escavatrice per tentare di rimediare alle perdite d'acqua per infiltrazione sotto la diga. Ancora una volta ho avuto modo di apprezzare l'impegno di Sergio per i più poveri, per la Cooperativa di agricoltori e per il CET (centro educativo che raccoglie un centinaio di ragazzi). "Come Noi" è lieto di poter sostenere finanziariamente le opere sociali di questo sacerdote, schivo e lavoratore, al quale dobbiamo la nostra ormai pluriennale presenza in Brasile.
La mia presenza di una settimana in casa Urani mi ha offerto ancora una volta
la gioia e l'ammirazione per quanto questa famiglia e "Come Noi" hanno
fatto e continuano a realizzare in questa che era una "favela" e che
ora è, a tutti gli effetti, un quartiere della grande e splendida Rio.
Qui rilevo soltanto la soddisfazione della costruzione del
"Centro di Salute", inaugurato il 9 di agosto alla presenza
delle autorità municipali, assessori e addetti al progetto "Favelas
barriño". L'assessore, tra l'altro, ha evidenziato il fatto che il
nostro progetto di Vila Canoas è stato utilizzato come modello per un
grande progetto che toccherà decine di favelas. Il nuovo edificio sarà
anche sede dell'ufficio che si occupa della certificazione fondiaria.
Notevole anche l'iniziativa della famiglia Urani che, con la fondazione "Para Ti", si occupa dell'acquisto delle abitazioni poste in vendita dai costruttori che si sono trasferiti. Le case così acquisite potranno essere date "a riscatto" agli affittuari, che ne diverranno proprietari in 36-48 mesi pagando l'equivalete dell'attuale affitto. Tutte le altre attività di Vila Canoas proseguono, gestite dal Comune e dalla "para Ti".
Il viaggio in Mozambico è entrato nei nostri pensieri quasi un anno fa dopo il matrimonio di Paolo e Francesca, che hanno destinato i loro regali di matrimonio al progetto del villaggio di Boane. L'idea era di utilizzare le nostre capacità professionali per realizzare un documentario sull'UGC (União Geral das Cooperativas), referente locale di Come Noi. La decisione definitiva di partire però l'abbiamo presa solo a luglio inoltrato e quindi il 7 agosto ci siamo ritrovati sull'aereo sfiancati dall'organizzazione frenetica del viaggio che si è sovrapposta ai nostri impegni di lavoro. A ricaricarci d'energia è stata l'accoglienza di Padre Prosperino e di tutti i suoi collaboratori che dal primo giorno e per tre settimane ci hanno trattato come amici di vecchia data, coccolato come dei parenti in visita. In queste condizioni era ancora più grande la voglia di conoscere e filmare le persone dell'Uniao Geral che, a volte per ore di seguito, rispondevano con pazienza a tutte le nostre domande. La loro disponibilità era sbalorditiva: ogni nostra esigenza per la buona realizzazione del documentario era soddisfatta in tempi brevissimi anche quando questo poteva comportare per loro un surplus non indifferente di ore di lavoro. La stessa presidentessa dell'UGC, Celina Cossa, il motore di un'impresa che è tra le prime sessanta in Mozambico come fatturato, ci ha dedicato molto del suo tempo accompagnandoci presso varie cooperative, organizzando incontri importanti per il nostro film ed anche portandoci al mare in una piacevolissima gita domenicale! Emozionante è stato l'incontro con la gente di Boane, luogo dove sono maggiormente concentrati gli interventi di Come Noi: il villaggio intero, avvertito da padre Prosperino della visita della figlia del Presidente di Come Noi, si è mobilitato per farci un'accoglienza straordinaria che ci ha messo seriamente in imbarazzo. Ma era soprattutto padre Prosperino che ci regalava momenti preziosi. L'appuntamento giornaliero alla sua tavola, rimarrà sicuramente tra i ricordi più vivi; ogni volta ci trovavamo incantati ad ascoltarlo raccontare, con il suo curioso italiano arricchito dal portoghese, episodi della sua quarantennale vicenda mozambicana ed anche della sua infanzia lucana. E se nel pomeriggio gli tornavano in mente nuovi dettagli dei suoi racconti ci chiamava sorridente nel suo ufficio e ricominciava, continuando nello stesso tempo a firmare documenti e dare ordini ai collaboratori. La vita di Padre Prosperino si svolge tra la sede centrale dell'UGC e la sua casa, a pochi isolati di distanza. Il modo di fare missione di Prosperino è incoraggiare instancabilmente la "sua" gente, ascoltare le esigenze di tutti quelli che bussano alla porta del suo ufficio.
Un viavai di persone continuo caratterizza il quotidiano di questo frate cappuccino che conosce molto bene la gente del Mozambico e il loro carattere. E parlando con i suoi collaboratori capivamo la sincerità del loro affetto verso di lui: durante le interviste ci dicevano "Padre Prosperino per noi è tutto". Le loro storie hanno dei tratti in comune: quasi tutti sono nati da famiglie in condizioni di povertà, spesso hanno conosciuto la fame e da quando hanno incontrato l'UGC, le prospettive per il loro futuro sono più serene. Padre Prosperino, con l'energia di un Caterpillar, come da anni è soprannominato in Mozambico, è riuscito a fare crescere queste donne e questi uomini e a sostenerli in un difficile cammino di conquista della libertà personale. La ricetta che ha usato si riassume nel motto dell'UGC: "Produzindo formamo-nos y libertamo-nos". Insegnare a produrre e organizzarsi per fare impresa sta cambiando la loro mentalità, resa passiva da anni di colonialismo feroce e da una lunga e disastrosa guerra civile. "Evoluzione è rivoluzione": si sentì rispondere padre Prosperino dal governatore portoghese che gli negava aiuti alle scuole per i ragazzi mozambicani nei villaggi del nord. Dopo quarant'anni Padre Prosperino, testardo e perseverante come pochi, sta vincendo la sua rivoluzione pacifica. Il nostro documentario sarà pronto per Natale… Maria e Alessandro
Abbiamo notizie sugli ultimi sviluppi del nostro progetto di intervento a
favore delle cooperative agricole dell'União Geral das Cooperativas (UGC) di
padre Prosperino e in particolare del villaggio di Boane, dove in prevalenza
sono concentrati i nostri interventi. L'Unione Europea non ha ancora risposto
alla nostra richiesta di cofinanziamento, presentata nell'aprile scorso. I
lavori non si sono tuttavia fermati e molti previsti interventi di miglioramento
fondiario, potenziamento degli impianti di irrigazione, acquisto di attrezzature,
nuove coltivazioni…sono stati realizzati, a beneficio della cooperativa di
Boane, che ha raggiunto quasi 100 famiglie associate, e delle cooperative
Guevara e União. Nel villaggio di Boane, in particolare, si è dovuto ampliare
il terreno coltivato per ricavare altri appezzamenti da assegnare ai nuovi soci.
Padre Prosperino ci ha prospettato alcune difficoltà a proposito
dell'approvvigionamento dell'acqua per l'irrigazione dei campi, legate al fatto
che il principale e unico tubo di adduzione dal vicino fiume, a parte la sua
vetustà, causa di considerevoli perdite, sembra creare alcuni problemi per la
ripartizione dell'acqua disponibile fra diverse utilizzazioni esistenti nel
villaggio, non sempre compatibili fra loro per quanto riguarda quantità e orari
di utilizzo. L'esame e la soluzione del problema che pare creare qualche
preoccupazione a p. Prosperino per i possibili riflessi negativi sulle
produzioni agricole, sono stati rimandati di comune accordo alla fine di ottobre,
in occasione di una nostra programmata visita in Mozambico. Oltre ai capitoli
dedicati allo sviluppo delle attività agricole, il progetto comprende un
settore di intervento dedicato a iniziative di carattere sociale, complementari
alle prime, per soddisfare reali esigenze e rafforzare, nel contempo, la fiducia
delle famiglie dei contadini e sostenere il loro impegno. Il progetto prevede
notevoli interventi per potenziare e diffondere le strutture sanitarie esistenti,
create dall'UGC per fronteggiare la costante emergenza sanitaria,
particolarmente nelle zone rurali. Si tratta di interventi che potranno essere
compiutamente affrontati solo con l'appoggio dell'Unione Europea, non volendo
pregiudicare quelli prioritari a favore delle strutture produttive, ma anche
grazie al sostegno ricevuto da alcuni giovani sposi che hanno destinato i loro
regali di nozze verso iniziative di solidarietà, si è cominciato a realizzare
qualcosa di concreto anche su questa linea, limitando gli interventi al
villaggio di Boane, peraltro il più carente da questo punto di vista. Il Centro
de Saude è in corso di radicale potenziamento con l'aggiunta di nuove sale per
interventi sanitari più complessi e per degenze di emergenza. La Refezione dei
bambini della scuola primaria continua a soddisfare la sua numerosa clientela
(quasi 700 alunni) e sta assumendo un'importanza significativa per le locali
iniziative educative. L'iniziativa delle locali autorità scolastiche
governative per creare nel villaggio una sezione di scuola media, è andata
avanti; p. Prosperino ci ha fatto avere copia della lettera con cui le stesse
autorità si impegnano formalmente a sostenere le relative spese di gestione,
chiedendo soltanto che le nuove aule siano realizzate con un ampliamento
dell'esistente fabbricato (sempre nel preventivo di spesa di 15.000 euro) per
semplificare le esigenze logistiche e facilitare alcuni momenti formativi
unitari.
Com'è noto, attualmente la refezione si limita ad una
polentina di mais arricchita con un po' di zucchero e tuttavia,
considerato l'alto numero degli alunni, sta assumendo un certo peso nel
budget del progetto, tanto più che si pensa di poter arricchire la dieta
offerta con l'aggiunta di proteine (fagioli). La speranza è che quanto
prima le nuove colture possano fornire le risorse necessarie per rendere
gradualmente autonome le famiglie e coprire così i costi di questi
servizi, com'era previsto nella convenzione firmata tra Come Noi ed il
Consiglio del villaggio.
Il forno da pane continua la sua attività a beneficio delle famiglie
contadine dei villaggi della zona. Clara e Walter Cavallini

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