Senegal – una missione particolare

di Cristina Peyron

Sono tornata in Senegal a fine 2022 , dopo quasi tre anni di assenza per covid e altri motivi.
Mi sono sentita subito a casa: ormai le amicizie ed i contatti sono consolidati e tutto mi è ormai famigliare.
Quest’anno avevo una missione particolare: una sostenitrice molto generosa di Genova desiderava fare una donazione che fosse dedicata ad alleviare un p0′ la vita dei ragazzi disabili per cui lei ha particolare sensibilità.
Il nostro Ibou ci ha messo in contatto con Padre Pascal Sene.
Un prete quasi cinquantenne, a capo di tutte le scuole cattoliche della regione di Kaolack, a sud di Dakar.
Lui ci ha messo in contatto con due suore che eroicamente gestiscono una scuoletta che ospita 48 ragazzi con le disabilità più disparate.
Ogni giorno vanno a prenderli a casa e li tengono a scuola fino al pomeriggio a fare attività di riabilitazione motoria, educazione al linguaggio dei segni per i sordomuti, educazione ad un minimo di autonomia per chi può fare dei progressi, ed assistenza paziente e amorevole per chi proprio non ce la fa.
Fino ad oggi gli spostamenti sono stati fatti utilizzando una moto con un carretto, il triciclo, tutto aperto e decisamente pericoloso per il tipo di strade e per la scarsa governabilità dei ragazzi trasportati.
Il sogno era, ed ormai si è avverato, di avere un vero minibus chiuso con 15 posti per poter trasportare in sicurezza tutti i ragazzi.
Le suore avevano individuato un bel mezzo della Toyota, di seconda mano, e dopo un controllo al motore di un meccanico di fiducia, abbiamo dato il via all’acquisto rendendo tutti infinitamente contenti.


A parte alcuni intoppi bancari che hanno rallentato le cose, diciamo che ormai manca solo l’assicurazione e la voltura e il mezzo potrà entrare in funzione molto presto.
Ho poi incontrato lo staff di Comme Nous Senegal che mi ha aggiornato sull’andamento dei progetti con visite mediche nelle scuole, nei dispensari e nei villaggi.
Ormai hanno radunato una bella squadra di medici volontari, vengono infatti coperte per loro le spese vive ma il lavoro svolto prevede che ci sia il desiderio di mettere a disposizione la propria professionalità senza scopo di lucro.
Anche la giovane associazione gemella senegalese sta muovendo quindi i suoi primi passi e inizia a trovare anche qualche sponsor locale, cosa solitamente abbastanza difficile. Quest’anno il contributo importante derivato dalla collaborazione con AICU ci ha dato un po’ di “ossigeno” ma ogni anno è difficile capire se riusciremo a raggiungere tutti gli obbiettivi che ci poniamo o se non basteranno i fondi a disposizione.
In ultimo, ma non meno importante, l’attività di scavo pozzi in zone di nuovi insediamenti sprovviste di ogni servizio, un pozzo è già finito,  donato da un nostro generoso sostenitore grande esperto di scavi. Altri due sono stati finanziati da una famiglia amica che aveva desiderio di qualche cosa di tangibile e duraturo ed è stata contenta di poter regalare due nuovi pozzi, lo scavo inizierà diciamo entro Pasqua e dovrebbe concludersi entro la stagione delle piogge che inizia verso agosto.