India

Il nostro viaggio inizia nel Tamil Nadu nel sud dell’India.
Clara e Walter decidono di avviare un piccolo progetto per aiutare i contadini di Polur, dove è parroco Padre Villanova, formidabile missionario salesiano. Al ritorno dal viaggio propongono alle famiglie amiche di aderire con un contributo mensile: vengono realizzati i primi interventi di sviluppo, previlegiando quelli agricoli: distribuzione di bestiame, coltivazione di terreni, scavo di pozzi e costruzione di canali di irrigazione e contributi per le case ai contadini. L’obiettivo è combattere la fame!
Negli anni successivi si costituisce a Madras la ONG locale “The Plough” (l’aratro) con l’approvazione delle autorità governative.
Nel 1971 viene avviato il “North Arcot Water Development Project” promosso e gestito dall’indimenticabile Padre Angelo Codello.
Come Noi vi contribuisce insieme ad altre associazioni europee.
In pochi anni vengono perforati e rivitalizzati oltre 2.100 pozzi.
La crisi politica tra India e Sri Lanka  costringe ad espatriare molte migliaia di famiglie di etnia tamil. Padre Codello e Come Noi si fanno carico della riabilitazione di due villaggi, Poosimalaikuppam e Kondakuppam, aiutando i tamiliami a coltivare la terra. Le zone desertiche in cui sono stati confinati diventano bellissime oasi di relativo benessere.

Nel 1975 ci spostiamo sull’altipiano collinoso e isolato delle Javadhi Hills.
Il prefetto di Vellore, entusiasta del lavoro fatto nei villaggi di profughi Tamil, propose a Padre Codello di aiutare quella popolazione e The Plough e Come Noi furono favorevoli a farne un grosso progetto per lo sviluppo agricolo e l’autosufficienza alimentare, sottoposto all’Unione Europea dalla quale ottiene il co-finanziamento.
Padre Codello va a vivere sulle Javadhi dove rimarrà fino alla sua morte nel 1990.

Moltissime le opere realizzate in 4 anni a Jamnamarathur e nei villaggi limitrofi: costruzione di un lago artificiale per l’accumulo e la distribuzione dell’acqua con canali, costruzione della Community Hall, livellamento e dissodamento di terreni poi trasformati in campi dimostrativi, pulitura e arginatura di alcuni stagni e canali nei villaggi, scavo e messa in funzione di numerosi pozzi, avvio di una bellissima fattoria modello con l’ acquisto di bestiame per promuovere l’allevamento, acquisto e distribuzione di sementi ai contadini, invio di giovani nelle scuole agrarie perché al rientro potessero aiutare le loro famiglie, orti dimostrativi, realizzazione di un impianto di biogas, costruzione e avvio, con l’aiuto del Christian Medical College di Vellore di un dispensario medico per i villaggi più isolati all’interno della foresta.
Una squadra composta da un medico, un infermiere e l’autista visita settimanalmente i villaggi con una jeep attrezzata anche per piccoli interventi chirurgici. Durante il progetto, che durerà fino al 1988, vengono seguiti oltre 11.000 “pazienti”.

Nel 1985 l’Unione Europea inviò un’equipe per verificarne la validità: la valutazione ricevuta fu estremamente positiva ed il progetto fu indicato come modello per le ONG di tutta l’Europa.