Lettera di Padre Franco Nascimbene dalla Colombia

Condividiamo la lettera dalla Colombia di Padre Franco Nascimbene.

Carissimi,
sono quasi 6 mesi che non vi scrivo e, prima che giunga l’Epifania, che ogni festa porta via, voglio mandarvi i miei migliori auguri di anno nuovo e qualche notizia sulla mia vita.

Stamattina stavo meditando il testo di Matteo sui magi e mi chiedevo perché la stella sparisce quando i magi giungono al palazzo di Erode.

Pensavo che la stella si spegnesse perché i magi avevano sbagliato strada, andando a cercare tra i ricchi ed i potenti la risposta alle loro domande.

Erode non sa rispondere, lui non capisce le cose dei poveri e degli emarginati.

Saranno invece coloro che erano abituati a meditare la Bibbia che sapranno dare loro l’indicazione giusta: loro sapevano che durante i secoli, ogni volta che il popolo cercava alleanze tra i ricchi ed i forti(in quei tempi gli Assiri o gli Egiziani) Dio lasciava solo il popolo e le cose andavano male, mentre le cose andavano bene a Israele quando depositava la sua fiducia in Dio e nella sua organizzazione di popolo alternativo che si costruiva sulla solidarietà.

Sarà quando i magi si allontanano dal castello di Erode e si dirigono al paesello di poveri pastori di Betlemme per riprendere la loro ricerca, che la Cometa riappare e li accompagnerà fino a Gesù.

Vi raccontavo in lettere precedenti della mia decisione di iniziare un nuovo stile di vita, meno accelerato, facendo meno cose.

Normalmente la mattina la passo in casa dedicandomi alla preghiera, alla lettura, alla cucina per i miei compagni di comunità: Gustavo,colombianodi 84 anni e Alfred Tchadiano di 44anni e, naturalmente, per la mia pancina.

Con loro due le cose vanno bene: si sta piacevolmente insieme, ci si ascolta, si dialoga, si cerca di rispettare le nostre differenze di età, di cultura, di scelte spirituali e pastorali ed abbiamo imparato a ridere insieme delle nostre differenze che possono arricchire la nostra convivenza.

Nel pomeriggio sto dedicandomi a visitare le famiglie del quartiere: ne avrò già visitate circa 500, tessendo rapporti di amicizia e di fiducia reciproca.

Penso di continuare così fino a Pasqua, poi cominceremo, a partire da tali incontri, a vedere chi può essere interessato a costruire piccole comunità che, leggendo la realtà che si vive, la lascino illuminare dalla Parola di Dio per poi cercare qualche impegno concreto per migliorarla.

Nel quartiere vive Olga, un signora sui 50 anni, che, dopo avermi ascoltato alcune volte, ha capito chi sono e cosa voglio e, quando ha tempo libero, viene a cercarmi per portarmi a conoscere quelli che chiama i miei amici: ammalati, anziani, persone sole…

Vedevo in lei questa mattina la mia stella cometa, che mi sta guidando in questi mesi, dove vive Gesù.

Sto poi prendendo alcuni contatti fuori dal quartiere per lavorare in rete con altre persone ed organizzazioni: per esempio la coordinazione diocesana di pastorale afro, una commissione diocesana che si occupa di giustizia, pace e protezione della creazione.

Questo è l’anno dei 70, e credo che lo sto iniziando serenamente: la salute è abbastanza buona, in casa si sta bene, il clima è ottimo, la gente che mi circonda allegra, la parrocchia dove vivo è  abbastanza bene organizzata, con molti laici impegnati a portarne avanti le attività organizzative, economiche, di attenzione ai più poveri, e di crescita spirituale.

Contento di questo inizio, auguro a voi tutti di sapere scoprire giorno dopo giorno le stelle comete che il Signore semina nel vostro cammino e di poter spesso diventare anche voi stelle comete per chi vi incontra.

Buon anno
Franco