LETTERA DI PADRE FRANCO NASCIMBENE DALLA COLOMBIA GIUGNO 2023

Carissimi amici e amiche,
è da gennaio che non vi scrivo e stamattina mi son svegliato con la voglia di mandarvi due righe.
Qualche giorno fa ho compiuto il mio primo anno di vita in questa nostra comunità di Cali e fra qualche giorno (quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due…)  compirò 44 anni dal giorno della mia prima Messa a Malnate, alla quale alcuni di voi che ricevete questa lettera, parteciparono.

E’ stato un anno sereno e tranquillo: sono contento di questo mio inizio della terza età, con una vita meno agitata, con più tempo libero e tempo dedicato all’incontro con Dio, con una comunità gradevole da conviverci.

La salute va benino, nonostante una chirurgia avuta in marzo in cui mi han tolto un terzo tumore della pelle, dopo i primi due tolti nel 2001 e nel 2018. Continuerò con controlli semestrali per beccare i prossimi eventuali tumori nei primi mesi di vita ed estirparli prima che diventino pericolosi.

Le forze non sono più quelle di alcuni anni fa, le gambe non resistono ormai più di una oretta di cammino, spesso ho dolorini in varie parti del corpo, però sono ancora in condizione di fare alcune attività.

Da gennaio sono il cuoco ufficiale della nostra comunità, cosa che faccio con amore e con piacere.

In questi mesi ho fatto partire un corso biblico a cui stanno partecipando una quindicina di adulti e da qualche giorno, avendo terminato il primo anno di progressivo inserimento nel quartiere, ho iniziato a promuovere una prima comunità di quartiere, dove tra un gruppo di vicini, possiamo incontrarci settimanalmente nelle case per leggere la realtà che viviamo alla luce della Parola di Dio e vedere insieme come poter intervenire per migliorarla.

Spero per luglio di poter iniziare questa esperienza di piccola comunità.

Stavo riflettendo sugli atteggiamenti che è importante che un missionario viva e pensavo che uno di questi è la capacità di vivere con uno sguardo contemplativo sulla presenza di Dio nella vita della gente che incontro per accoglierla, favorirne la crescita e farla conoscere.

Ve ne faccio un esempio: qualche giorno fa mi sono incontrato con Miguel, un uomo di 38 anni da due anni in sedia a rotelle, dopo aver ricevuto una pallottola nella colonna vertebrale durante una manifestazione di protesta.

Gli chiedevo come si sentiva e mi ha risposto che ogni giorno ringrazia Dio per l’incidente avuto perché ciò gli ha permesso un cambio radicale e positivo nella sua vita. Mentre prima, al tornare dal lavoro, stava con gli amici al bar tutte le sere fino a notte fonda ed aveva con i suoi famigliari un rapporto molto superficiale, ora, da quando è bloccato, ha riscoperto l’amicizia con la moglie e con le sue 4 figlie che ora gli confidano tutti i loro crucci e si siedono a chiedergli consigli: è felice di avere ritrovato la sua famiglia.

Non ho trovato in lui tristezza, né rabbia, né ribellione ma un accogliere la sua nuova situazione come un dono che gli permette di vivere serenamente.

Auguro a voi ed a me di poter essere sempre capaci di affrontare le difficoltà della nostra vita con lo spirito dell’amico Miguel.

Un abbraccio
Franco