Don Franco ci scrive dalla Colombia

CONDIVIDIAMO CON PIACERE UN’ALTRA TOCCANTE TESTIMONIANZA DALLA COLOMBIA DEL CARO AMICO DON FRANCO NASCIMBENE 

“Carissimi,
é la prima volta che vi scrivo quest’anno e vorrei mandarvi qualche riga prima di Pasqua.
Nella nostra comunità abbiamo deciso che quest’anno io dedichi una parte del mio tempo ad avvicinare le decine o, probabilmente le centinaia di uomini, donne e giovani drogati che girano nel quartiere.
Ho scelto di iniziare da una panchina che loro hanno costruito sotto un albero e che hanno pitturato di rosso. A qualsiasi ora del giorno e della notte c’é sempre un gruppetto di persone sedute a drogarsi. Da un mesetto ho iniziato ad andare a sedermi con loro due o tre volte alla settimana ad ascoltarli e chiacchierare. A volte la cosa non é tanto facile come con quel giovane che parlava tutto il tempo e non diceva mai una frase che avesse a che vedere con la precedente: con lui dialogo fallito. O con quell’altro che é andato avanti per più di mezz’ora a insultarmi perché io son pieno di soldi che mi manda il Vaticano e non voglio darglieli. O con un terzo che continuava a chiedermi che gli comprassi un pranzo.
Altri incontri sono stati più piacevoli: come quello con tre adolescenti che, quando chiedevo loro dove trovavano i soldi per drogarsi hanno cominciato ad accusarsi l’un l’altro di essere ladri, cosa che alla fine tutti hanno riconosciuto, spiegandomi però che sono ladri buoni perché non rubano nel quartiere ma lo fanno in altre zone…o come quello con una giovane mamma, ancora attrattiva con i suoi trent’anni, che mi spiegava che da quindici anni si droga ma che da quando ha figli ha smesso di farsi con droghe forti e solo fuma marijuana. Quando le ho chiesto perché non smetteva anche con quella mi ha spiegato che non ci riesce. O come quello con un drogato “teologo” con cui si conversava sul rosario e la devozione alla Madonna del Carmine e sulla differenza tra preghiera e orazione.

A cosa serviranno questi incontri? Neanch’io lo so esattamente. Per ora credo che in un ambiente dove tutti li disprezzano può essere per loro una ” buona notizia” che un prete non abbia vergogna di sedersi in mezzo a loro ad ascoltarli. Cosa ne nascerà? Non lo so…il tempo lo dirà e lo Spirito ispirerà…

La generosità dei poveri non smette di stupire: qualche settimana fa ho visitato una casa dove vivono tre vecchietti tra i 75 ed i 90 anni. Sono fratelli, son magri da far paura , non hanno mai avuto figli. Non hanno più forza per lavorare: Quando ho chiesto loro come fanno a mangiare mi hanno risposto che c’é sempre qualche vicino che gli porta qualcosa da mangiare…e cosí mi sono unito ai vicini che ogni tanto sbarcano nella loro casa con un sacchetto di alimentari.

Fa un caldo bestia. Tutti si lamentano. Si dorme nudi e con la finestra aperta. Ma nessuno si chiede se non é anche colpa sua. Il riscaldamento globale dipende in buona misura dai fumi che tutti i giorni mandiamo in cielo. La nostra comunità comboniana ha deciso di non avere auto né moto, io da 35 anni ho smesso di guidare un auto ma anche tra i poveri son molte le persone che usano il taxi o le applicazioni che ti portano un’auto in casa a poco prezzo senza pensare che un auto in più che circola aumenta i gas che vanno sù.

Io quest’anno avrò usato un ‘auto privata due volte: una per un viaggio alle 4 del mattino quando i bus non vanno ancora ed un’altra perché dovevo portare un tavolino e dodici casse di libri.

So che da voi parlare di queste cose é un tema tabù perché chiedere ad un Italiano di non usare la sua auto é come dire ad una vacca di vivere senza mangiare erba.

La salute va benino, a parte qualche dolorino da vecchietto.

In questi giorni leggevo un testo biblico che diceva che chi contempla Gesú crocifisso si salva.

Mi sono allora seduto per un’oretta a contemplarlo ed ho cominciato un dialogo con Lui:

“Gesù perché sei lì?
MI CI HANNO MESSO A CAUSA DELLE MIE AMICIZIE: PROSTITUTE, LEBBROSI, RACCOGLITORI CORROTTI DI TASSE, STRANIERI, GENTE CONSIDERATA IMPURA, PECCATORI…

Solo per questo?
ANCHE PERCHÉ HO DETTO AI TERRATENENTI CHE LA TERRA É DA CONDIVIDERE CON I POVERI

E poi?
HO DETTO A GUERRIGLIERI E SOLDATI CHE LA VIOLENZA E L’OMICIDIO NON SONO IL MODO PER RISOLVERE I PROBLEMI

E cos’altro?
HO ANCHE DETTO AI POLITICI CHE SONO LÍ PER DIFENDERE I DIRITTI DEI POVERI E NON PER ARRICCHIRSI ALLE LORO SPALLE.

E poi?
HO FATTO UN GRAN CASINO NEL TEMPIO DI GERUSALEMME PERCHÉ I SACERDOTI AVEVANO TRASFORMATO LA CASA DI ORAZIONE IN UNA CAVERNA DI LADRI PER SFRUTTARE I POVERI

E allora cos’é successo?
SI SON MESSI TUTTI D’ACCORDO E MI HANNO INCHIODATO QUI.

Ma spiegami un pò: perché contemplarti sulla croce ci salva?
PERCHÉ SE CAPITE PERCHÉ SON QUI, CAPIRETE ANCHE CHE SE VOLETE DAVVERO ESSERE DISCEPOLI MIEI, DOVETE IMPEGNARVI CONTRO TUTTE LE INGIUSTIZIE DI CUI VENITE A CONOSCENZA: VI ACCORGERETE CHE LOTTARE PER LA GIUSTIZIA RIEMPIRÁ IL VOSTRO CUORE DI UNA GIOIA GRANDE, DI UNA VTA PIENA E, CONTEMPLANDOMI IN CROCE, TROVERETE LA FORZA PER FARLO E QUELLA LOTTA SI TRASFORMERÁ IN RESURREZIONE.

Quel giorno, dopo aver letto il Vangelo, al momento dell’omelia, sono andato a sedermi in mezzo alla Chiesa con il microfono in mano e, invitando tutti a fissare Gesù sulla croce, ho tenuto questo dialogo a voce alta con il Crocifisso.

Buona Pasqua
Franco”