CONTESTO E RITMI POCO AFRICANI


Altro che ritmi africani! Avevo solo 3 giorni e l’obiettivo che mi ero data era quello di visitare i progetti che Franco e Annalisa seguono da tanti anni. L’ impatto col Paese, arrivando nella capitale Kigali, è stato sorprendente. La città ordinata, pulita, ben costruita gremita di moto e moto taxi i cui passeggeri indossano tutti rigorosamente il casco giallo e donne poliziotto a dirigere il traffico. Architetture dal design innovativo e periferie stile favelas con case in terra battuta. Tutto molto diverso da quanto mi sia capitato di trovare in altre capitali africane. Questo piccolo Paese è chiamato la Svizzera dell‘Africa. Rwanda significa “mille colline”: chiuso tra tanti Stati più grandi, verdissimo, ricco di laghi, montagne e tortuose strade rosse ha le potenzialità per diventare un modello per altri stati africani. Dopo il genocidio del ’94 il Paese è riuscito a voltare pagina sviluppando un forte senso comunitario e azzerando le differenze tra le persone. Basti pensare che ogni ultimo sabato del mese, il Ruanda si ferma per 4 ore. Tutti sono tenuti a svolgere lavori comunitari di servizio civile presso parrocchie, ospedali, cantieri pubblici, o semplicemente di pulizia strade.