ULTIMO GIORNO UNA DOMENICA SPECIALE

Il mio percorso di tre giorni si è concluso di domenica. Sveglia alle 5.30 ci spettano ben due messe alle quali Alice e io dobbiamo presenziare non come spettatrici ma come protagoniste ospiti, invitate d’onore!
La prima messa alle 7. La chiesa è affollatissima e ci mettiamo sul fondo praticamente fuori dalla porta. Qualcuno viene a prelevarci, ci fa strada e ci fa sedere di fianco all’altare vicino a Patrice che si accinge a tenere la funzione e ci avvisa che verremo chiamate a parlare. Aiutoooo.
Ci saranno state almeno 1.500 persone e poche meno alla messa successiva delle 10. Mi è parso di vivere qualcosa di ben più importante di una semplice messa. Un momento di condivisione, di racconti, di canti, di cori, di balli, di offerte di diverso tipo, di scambi. Ognuno dava quello che poteva ma tutti mi sono sembrati partecipi. Persone di tutte le età. Bambini e ragazzi capaci di stare in silenzio e di partecipare alle preghiere per due ore di seguito.
Non avrebbe potuto esserci modo migliore di concludere il nostro brevissimo ma intensissimo soggiorno a Kinira. Nonostante a me piaccia parlare in pubblico quando mi sono ritrovata il microfono in mano davanti a tutti quei volti, quei colori e quelle espressioni in attesa del mio discorso, mi sono mancate le parole e l’emozione è stata fortissima. Alice è venuta in mio soccorso e io mi sono preparata per il secondo turno alla messa successiva dove ho potuto esprimere tutta la mia gratitudine e i miei complimenti a tutte le persone di quella meravigliosa comunità che ci aveva accolto.
Spesso mi ripeto che l’Africa per passare da Paese della fame e della disperazione ad un Paese di speranza e opportunità non ha bisogno della nostra compassione ma dei nostri investimenti e mi auguro che i progetti che Come Noi sta portando avanti con tanta determinazione vadano sempre più in questa direzione.

Grazie in rwandese si dice: MURAKOZE.
Murakoze Don Patrice!  Murakoze Come Noi!