Concerto un pianoforte per il Senegal 3 giugno 2019

L’idea del concerto è nata durante il viaggio in Senegal dello scorso febbraio.
Abbiamo chiesto a Marco Albonico che l’ha pensato e realizzato di raccontarlo.

“Per spiegare l’idea del concerto e del pianoforte per il Senegal vorrei fare un breve passo indietro: come alcuni di voi sanno io faccio il medico a Torino ed ho lavorato anni in Africa in progetti di cooperazione per la prevenzione e cura di alcune malattie tropicali in particolare di malattie che ora sono chiamate malattie della povertà. Vi chiederete: ma cosa c’entra la salute con la musica? C’entra ! La definizione di salute che mi guida durante la mia professione dice: “salute non è solo l’assenza di malattia ma uno stato di benessere fisico, mentale e sociale”. Credo che la musica faccia parte di questo benessere, faccia parte della cultura che ci rende delle persone migliori. Per far si che tanti malati potessero accedere a questa salute olistica ho fatto il medico anche in paesi dove medici ce ne sono molto pochi, in comunità spesso disagiate e dimenticate.
Il motivo che mi ha spinto verso queste malattie, oltre l’interesse professionale e l’attenzione verso il singolo malato, è stato un senso di giustizia sociale per contrastare le differenze, oggi chiamate diseguaglianze, nel campo della salute. Nel mio piccolo, ho cercato di contribuire a riequilibrare le risorse offrendo la mia professionalità e catalizzando il trasferimento di risorse ed opportunità anche delle associazioni con cui ho collaboro, dal Nord al Sud del mondo. Perché, soprattutto ai giovani africani che hanno spesso potenzialità straordinarie, quello che manca sono le opportunità e gli strumenti (visto che parliamo di musica – ma intesi come “tools” in inglese) per coltivarle. In particolare, visitando la scuola di musica del Liceo Ngaparou nel febbraio scorso, e vedendo l’entusiasmo dei ragazzi ho pensato ai ragazzi di Torino, in particolare a voi che suonate nella Jugend e nella Leopold Mozart Sinfonietta (e due di loro li conosco molto bene…) che siete animati dalla stessa passione per la musica ma che avete maggiori opportunità di crescere e coltivare attraverso i vostri strumenti, insegnanti come Barbara Sartorio, concerti come questo… Utilizzare queste vostre opportunità e risorse musicali per acquistare un pianoforte per la scuola del Senegal mi sembra un bel segno di solidarietà tra voi ragazzi (Nord-Sud Est-Ovest Children for Children non a caso è il titolo del concerto) un’occasione per contribuire a migliorare l’ istruzione e cultura musicale di ragazzi meno fortunati. Infatti, come dice un antico filosofo (Diogene): “Le fondamenta di ogni stato sono l’istruzione dei suoi giovani.“ —e questo vale per il Senegal ma anche per l’Italia !.. E mi piace che questo avvenga attraverso la musica. La musica è un linguaggio universale che va oltre le parole, penetrante e profondo, in grado di abbattere muri, e creare aggregazione e condivisione.
Concretizzare l’idea è stato semplice perché ho incontrato subito le persone giuste: oltre agli amici di Come Noi, Barbara Sartorio ed il suo entusiasmo, Don Carlo e la sua ospitalità in questo magnifico Duomo. E tante altre persone che non riesco a nominare tutte. Persone generose che si son messe in gioco offrendo quello che è nelle loro possibilità. E così si è creato quel circolo virtuoso un po’ magico di moltiplicare la “banalita’” del bene (come definisce Enrico Deaglio la storia di alcuni “giusti” come Giorgio Perlasca).
Hanno detto che “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”…ma qui c’è una foresta che cresce e che per fortuna fa anche rumore, anzi suoni – musica !”