Javadhi Hills 1976 -1988

Su richiesta del Prefetto di Vellore, entusiasta dell’esito dei progetti dei villaggi profughi tamil, Come Noi e The Plough intervengono con azioni per lo sviluppo dell’altipiano collinoso e isolato delle Javadhi Hills.
L’altopiano ha una popolazione di 60.000 abitanti suddivisi in 130 villaggi per lo più all’interno della foresta, allo stato tribale e di estrema indigenza.
La mortalità infantile è elevatissima, la vita media di 35 anni, l’analfabetismo è intorno al 93%.
L’agricoltura è poverissima a causa della grande scarsità di acqua e dell’isolamento secolare dei villaggi dal resto del paese. Il collegamento dalla pianura è dato da un pullman che saltuariamente collega il capoluogo Jamnamarathur con Vellore. Unica risorsa è la foresta di sandalo che sulle Javadhi cresce abbondante e rigoglioso e che costituisce l’assurda contraddizione di questo posto, in quanto ricchezza immensa (governativa) e allo stesso tempo causa dell’estrema miseria e sfruttamento della popolazione.
Obiettivo di Come Noi è lo sviluppo agricolo della zona al fine di portarla all’autosufficienza economica promuovendo contemporaneamente varie iniziative a carattere sociale in accordo con il governo locale. Realizzazioni a Jamnamarathur e villaggi limitrofi: impianto di acqua potabile in alcuni villaggi, costruzione di un lago artificiale per l’accumulo e la distribuzione delle acque con una rete di canali, costruzione della Community Hall, livellamento e dissodamento di terreni, pulitura e arginatura di alcuni stagni, pozzi, lavorazione di campi dimostrativi, avvio di una fattoria modello, acquisto di bestiame per promuovere l’allevamento, addestramento di giovani in scuole agrarie, acquisto e distribuzione di sementi, orticultura e realizzazione di un impianto di biogas.
Il progetto fu un grande successo e nel 1985 l’Unione Europea inviò un’equipe per verificarne la validità e la valutazione scritta ricevuta fu estremamente positiva.
Tra il  1980  e il 1988 il progetto prosegue  per raggiungere i villaggi più lontani. Scavati oltre 50 pozzi e 13 laghetti, livellati e resi coltivabili centinaia di ettari di terreno, distribuite decine di pompe, sostegno ad alcune scuole primarie.
Nel 1984 inizia il “progetto medico” per i villaggi più isolati e all’interno della foresta. Una squadra composta da un medico, un infermiere e l’autista visita settimanalmente i villaggi con una jeep attrezzata anche per piccoli interventi chirurgici. Durante il progetto, che durerà fino al 1988, vengono seguiti oltre 11.000 “pazienti”.
Presso la “farm” vengono tenuti dei corsi di formazione (dattilografia, taglio e cucito, agricoltura rurale, ecc.) e alcuni giovani delle Javadhi vengono mandati nelle città vicine per corsi di addestramento professionale (meccanici, saldatori, elettricisti, infermieri, ecc.).
A seguito del nostro intervento nel corso degli anni si sviluppano per iniziativa governativa e privata locale: cooperative agricole, nuove scuole elementari e medie, ospedale con 20 posti e personale paramedico, scuola di addestramento professionale femminile, ufficio postale, succursale della Bank of India per la concessione di prestiti agevolati ai contadini, molte corse di collegamento del servizio pubblico di autobus. Al termine del progetto, anche a causa della morte di Padre Codello nel 1990, le proprietà immobiliari, il bestiame e il personale sono trasferiti dal “The Plough” alla Congregazione Salesiana che avvia una scuola agricola per giovani, scuola che si è ulteriormente allargata e funziona oggi molto bene.
Investimento totale: 140.435 €.